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Nuovo Piano Casa Puglia

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Il nuovo Piano Casa Puglia è legge. Il Consiglio Regionale Pugliese ha approvato all’unanimità il testo di legge per la proroga al 31 dicembre 2011 la durata delle norme per il rilancio dell’edilizia e la riqualificazione urbana, inserendo nuove disposizioni in conformità con la Legge Sviluppo.
In nuovo Piano Casa Puglia prevede maggiori concessioni per l’ampliamento della volumetria complessiva, ulteriormente incrementabili in presenza di alcuni indicatori, purché gli immobili interessati risultino regolarmente accatastati. Inoltre gli enti locali avranno a disposizione nuove norme urbanistiche da attuare con procedure amministrative più rapide. Gli incentivi offerti dalla Legge Regione Puglia sono in termini di maggiori volumetrie variano da un minimo del 10% ad un massimo del 35% in più delle volumetrie originarie.
Viene incentivata anche la riqualificazione ecologica degli edifici ricadenti nelle aree urbane degradate, quella fisica e funzionale di aree interessate dalla presenza di edifici produttivi dismessi purché privi di qualità architettoniche e la delocalizzazione di edifici produttivi da aree destinate ad usi non compatibili.
 

Piccole violazioni non invalidano il permesso a costruire.

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Il nuovo Decreto Sviluppo, tramite un comma aggiuntivo all'art.34 del Testo Unico dell' Edilizia, prevede che in presenza di violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta fino al 2% delle misure progettuali per singola unità immobiliare, non si verifica la difformità dal permesso a costruire.
La precisazione evita quindi la rimozione o demolizione a cura e a spese dei responsabili degli abusi. Decorso un termine congruo, senza che il trasgressore abbia rimosso le irregolarità, queste vengono demolite a cura del comune e a spese del responsabile.

Il decreto sviluppo velocizza e semplifica anche il rilascio del permesso a costruire. Tranne nei casi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, il titolo abilitativo può essere ottenuto automaticamente con silenzio assenso.
 

Decreto Sviluppo, nuovo Piano Casa, Sanatoria e Scia

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Piccola sanatoria, nuovo Piano Casa e Scia breve nel Decreto Legislativo Sviluppo approvato in Consiglio dei Ministri.
Entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto,infatti, le Regioni dovranno approvare un nuovo Piano Casa 2 ovvero specifiche leggi per incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio e la riqualificazione delle aree urbane degradate. Le norme regionali dovrebbero quindi premiare gli interventi di demolizione e ricostruzione che prevedano il riconoscimento di una volumetria aggiuntiva, la delocalizzazione in aree diverse, il cambio di destinazione d’uso e le modifiche della sagoma necessarie per l’armonizzazione architettonica.
Fino all’approvazione dei nuovi Piano Casa da parte delle Regioni, gli interventi sugli immobili residenziali possono beneficiare di un aumento volumetrico fino al 20%, mentre quelli sugli edifici a destinazione diversa solo del 10%.  Come nel primo Piano casa, sono esclusi dagli interventi gli immobili abusivi o situati nei centri storici, ma non quelli regolarizzati con sanatoria.

Per quanto riguarda la Scia si sono invece dimezzati i tempi per i controlli delle amministrazioni sugli interventi realizzati con la segnalazione certificata di inizio attività. Per le verifiche ex-post si passa quindi da 60 a 30 giorni. Il nuovo titolo abilitativo rende possibile l’avvio dei lavori nello stesso giorno in cui si presenta la domanda, contrariamente alla DIA che prevedeva invece un’attesa preventiva di 30 giorni per consentire alle amministrazioni competenti di effettuare i controlli. Al tempo stesso, però, la Scia dà alle amministrazioni 60 giorni per verificare la presenza di tutti i requisiti, in mancanza dei quali adottare provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli effetti dannosi. La Scia però non sostituisce la Super-dia né i nulla osta e le autorizzazioni che devono comunque essere rilasciate in presenza di vincoli ambientali, paesaggistici o culturali.

Scatteranno dal primo luglio anziché dal primo maggio le sanzioni quadruplicate, previste dal decreto sul federalismo fiscale, a carico di quanti non hanno dichiarato all’Agenzia del Territorio gli immobili fantasma ovvero tutti gli immobili sconosciuti al Catasto, modificati o che hanno perso il requisito di ruralità. Rientrano nei casi di regolarizzazione anche le variazioni di consistenza o destinazione dovute ad interventi edilizi. L’obbligo di aggiornamento vale anche per i fabbricati prima esenti dal pagamento dei tributi, che sono successivamente diventati soggetti ad imposte, come quelli che hanno perso il requisito di ruralità. Il mancato adempimento entro il 30 aprile, provoca l’accatastamento d’ufficio con una rendita presunta che produce effetti fiscali dal 1° gennaio 2007.
Dopo il 30 aprile nelle categorie catastali A, B e C  a destinazione ordinaria, la rendita presunta è individuata moltiplicando la consistenza per la tariffa propria della classe. Nell’attribuzione della rendita presunta, che viene retrodatata al 2007, oltre al pagamento degli arretrati e alle sanzioni previste, sugli interessati graveranno anche le spese per l’istruttoria, i sopralluoghi e il classamento degli immobili.
 

Vicina proroga Piano Casa Puglia

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La Regione Puglia ha approvato ieri il disegno di legge per la modifica del Piano Casa.

Tra gli aspetti di maggiore interesse del Piano Casa Puglia spicca  la proroga al 31 dicembre 2011 e l’estensione del Piano Casa anche agli edifici plurifamiliari. Inoltre il nuovo testo rimuove i termini per l’accatastamento, che, secondo la Legge Regionale 14/2009 dovevano essere rispettati per poter presentare domanda. Con la nuova norma in approvazione infatti sarà sufficiente dimostrare l’avvenuto accatastamento prima del deposito dell’istanza del titolo edilizio abilitativo.
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